Skip to main content

In auto, durante lo studio, l’allenamento o quando si fa la spesa: ascoltare musica è senza dubbio un passatempo che distoglie l’attenzione dalla routine quotidiana e, allo stesso tempo, aiuta a migliorare il nostro stato fisico e mentale.  

Ma è davvero così? 

Secondo i fisici Frances Rauscher e Gordon Shaw sì. 

Ne loro studio intitolato “Music and spatial task performance” – pubblicato sulla rivista Nature del 1993 – dimostrano, infatti, come l’ascolto della musica, in particolare della Sonata in re maggiore per due pianoforti (K448) di Mozart, porti a un temporaneo aumento delle capacità di ragionamento spaziale, proprio grazie alle tonalità usate e, in particolare, dall’insistenza del SOL della 5° ottava. 

Successivi studi hanno dimostrato che anche altri brani – come le sonate di Bach o alcuni movimenti de Le Quattro Stagioni di Vivaldi – riescono a riprodurre lo stesso effetto, che viene appunto chiamato “Effetto Mozart”. Ascoltare musica classica, quindi, fa bene non solo all’anima, ma anche al corpo: aiuta a stimolare le funzioni cognitive – come percezione, attenzione, memoria, apprendimento e pensiero -, lavora sulla capacità di concentrazione e aumenta i livelli di dopamina che contrastano attivamente la sensazione di depressione.  

Questi benefici vanno quindi a influenzare positivamente lo stato emotivo complessivo, rendendo l’ascolto della musica non solo un’esperienza piacevole, ma anche preziosa per la salute fisica e mentale.